sabato 26 gennaio 2013

Calendario di gennaio:Le Nozze di Cana



Le Nozze di Cana




Le nozze di Cana costituiscono il primo miracolo in cui Gesù si svela ai discepoli come lo Sposo delle nozze messianiche:

“Così Gesù diede inizio ai suoi miracoli in Cana di Galilea, manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui” (Gv 2,11).

Al centro ci sono gli sposi con le corone d’oro sul capo Sono il segno di quell’unione mistica che Cristo entrando nel mondo è venuto a celebrare con tutta l’umanità. Dal lato dello sposo si trovano

Maria e Gesù.

La scena si svolge all’interno di una sala, come ci indica il drappo che si stende da un capo all’altro delle costruzioni, sotto la protezione della Misericordia Divina.

La colonna al centro richiama la regalità di Cristo, il quale regge nella mano sinistra il rotolo delle Sacre Scritture (o anche il chirografo del peccato), perché Egli è la Parola che cambia l’acqua dell’inconsistenza umana nel buon vino della festa del Regno.

Con la mano destra benedicente, indica le sue due nature: umana e divina. Mentre il suo sguardo è diretto alla Madre, il suo corpo è rivolto verso i commensali.

Maria, in quanto Madre, nel mistero di queste nozze occupa un posto di rilievo. Ella è la Donna che stando in piedi, totalmente rivolta verso il Figlio, lo addita come Colui che bisogna guardare e seguire, per giungere alla salvezza. Il capo chino e lo sguardo fisso nel Figlio esprimono la sua totale fiducia e, al contempo, la piena sottomissione alla sua volontà:

“Fate quello che vi dirà” (Gv 2,5).

Le giare servono per le abluzioni dei giudei ma Gesù supera il culto antico e stabilisce una cosa nuova utilizzandole per contenere il vino nuovo.

La tavola semicircolare imbandita con i segni eucaristici del pane e del calice ricorda l’Ultima Cena.

Il maestro di tavola cui Gesù fa portare l’acqua diventata vino, simboleggia un dottore della legge giudaica: il vino conservato per la fine è quello buono; ma i dottori della legge non hanno voluto riconoscere in Gesù il Messia atteso. Sono conoscitori delle scritture (il vino), ne sanno apprezzare la bontà ma sono incapaci di accogliere Dio che si fa uomo e muta l’acqua in vino.

I servi sono gli unici che conoscono la vera provenienza di quel vino. Nell’icona ne è raffigurato uno nell’atto di versare l’acqua nelle giare.

Il servo è il vero discepolo di Gesù: è colui che porta l’acqua a Cristo perché egli la cambi in vino e che facendosi piccolo , può attestare l’opera grande compiuta dall’amore di Dio per noi.

Nell’icona della Trinità il posto davanti alla mensa è vuoto, invito a ciascuno di noi a partecipare al banchetto della vita. Alle Nozze di Cana quel posto è occupato dal “servo-discepolo” che simboleggia ciascuno di noi.


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